Ngozi Okonjo-Iweala: la prima donna a capo del WTO

Ngozi Okonjo-Iweala: la prima donna a capo del WTO

Voglio parlarvi di un’ Africa che non conoscete, ma che esiste. Non quella delle malattie, della povertà estrema, della fame, dei conflitti.  Questo è un continente che offre infinite opportunità e gran parte delle persone sono desiderano essere indipendenti, essere responsabili del proprio destino, sono stanche di corruzione, la loro tolleranza nei confronti dei criminali, terroristi, di tutto il malessere che li circonda, è zero.  E’ una strada lunga, lo so, ma la volontà c’è.

Queste le parole di Ngozi Okonjo-Iweala, nuova Direttrice del WTO raccolte dalla giornalista di Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes che abbiamo intervistato per conoscere meglio la nuova numero uno del Commercio mondiale.

Cornelia oggi 1 marzo Ngozi Okonjo-Iweala è ufficialmente Direttore generale del World Trade Organization, la prima donna a ricoprire questo ruolo. 

Si, la prima donna e prima africana a ricoprire questo ruolo. Le parole che avete letto sopra sono state pronunciate da Ngozi nel lontano 2008 durante una sua apparizione pubblica, quando lavorava alla Banca Mondiale come economista, dove ha ricoperto posizioni di importanti. Oggi, Okonjo-Iweala nigeriana di nascita, ma con in tasca anche la nazionalità statunitense dal 2019, è stata incoronata direttore generale del WTO con sede a Ginevra. E’ la prima donna africana a ricoprire un tale incarico. Prende servizio oggi e resterà in carica fino al 31 agosto 2025. Il suo nome circolava da molto tempo e fino ai primi di febbraio oltre a lei, c’era in lizza anche la sudcoreana Yoo Myung-hee, ministro del Commercio del suo Paese. Myung-hee, ha rinunciato alla corsa verso WTO dopo aver discusso con Washington e altre grandi potenze economiche. E non per ultimo perché l’attuale situazione economica mondiale ha toccato ovviamente anche l’Organizzazione con sede a Ginevra, che sta attraversando un momento non facile perché la crisi ha diminuito il suo ruolo nel sistema commerciale mondiale. Il tema femminile è stato sempre centrale nei suoi discorsi. Ha scritto un libro con l'ex primo ministro australiano Julia Gillard sulle donne e la leadership e ritiene fondamentale iniziare a correggere lo squilibrio di genere nella politica e negli affari. Ricordo quando scrisse sul Guardian: Le donne hanno le qualifiche e l'esperienza, ma rimangono una specie rara nelle leadership. Guardate i capi di stato: quante sono donne, solo una manciata? Quante donne sono gli amministratori delegati? Una manciata. 

 

Che ruolo ha avuto il cambio di presidenza americana in questa nomina?

Molti ex governatori e alti funzionari USA hanno fatto pressioni sul nuovo presidente americano Joe Biden  affinché approvasse la nomina di Ngozi Okonjo-Iweala, dopo che l’amministrazione Trump aveva bocciato la sua candidatura nel 2020. Il suo curriculum inutile dirlo è di tutto rispetto.

Ecco, qual è il background della nuova direttrice?

Ngozi Okonjo-Iweala oggi 66enne,  oltre a rappresentare l’Africa del riscatto e della rinascita, ha un background di tutto rispetto: si è laureata a pieni voto a Harvard, ha poi conseguito un dottorato in economia regionale e sviluppo presso il  Massachusetts Insitute of Technology (MIT).  Ha tre figli maschi e una femmina, tutti laureati a Harvard e è sposata con  Ikemba Iweala, un neurochirurgo. E’ stata insignita di oltre 10 lauree ad honorem dalle maggiori università del mondo e ha ricoperto per ben due volte il ruolo di ministro delle Finanze della Nigeria. Dal 2003-2006 con Olusegun Obasanjo e dal 2011-2015 con Goodluck Jonathan, il predecessore dell’attuale presidente, Muhammadu Buhari. Durante i suoi due mandati come ministro, Okonjo-Iweala non è riuscita a raggiungere tutti i suoi obiettivi: l’economia è rimasta stagnante e non ha creato i posti di lavoro per i giovani. Ma certamente non per negligenza, bensì per mancanza di volontà di tutto il governo. E non bisogna dimenticare che nel 2012 è stata anche rapita sua madre, un medico in pensione, ultraottantenne. Allora la figlia aveva detto che i rapitori le hanno chiesto di rassegnare immediatamente le dimissioni e solo in un secondo tempo hanno parlato del pagamento di un lauto riscatto. “Era un chiaro messaggio”, ha specificato l’allora ministro delle Finanze e ha aggiunto: “La mia campagna e politica contro la galoppante corruzione non erano apprezzate da tutti”. Malgrado le critiche, è solo grazie a lei e le sue riforme che la Nigeria si è salvata in quel periodo critico, ha specificato Bismarck Rewane, illustre economista nigeriano. La numero uno di WTO ha avuto un’infanzia non facile. Aveva solo sei anni quando il suo Paese ha ottenuto l’indipendenza dalla Gran Bretagna. E’ cresciuta con la nonna insieme ai fratelli e sorelle nel Delta State, ex Biafra, giacché i genitori studiavano all’estero grazie a borse di studio. Ha dovuto cercare la legna, ha imparato a cucinare da piccola. Ma ha sofferto anche la fame, ha visto i suoi amici morire durante gli anni della guerra del Biafra. E non dimentica mai le sue origini. Ancora oggi si presenta in tutte le occasioni con i vestiti tradizionali della sua gente.

Quali sfide avrà di fronte a lei nei prossimi mesi?

Protezionismo e pandemia saranno le prime sfide della direttrice. La Okono-Iweala dovrà affrontare come direttore generale del WTO 164 (più 22 osservatori) Stati Membri. Una impresa non facile. L’ organismo regola le relazioni commerciali fra gli Stati; tutte le decisioni importanti sono negoziate tra i membri, in condizioni il più trasparente possibile, e sono generalmente adottate sulla base del consenso, in occasione della Conferenza Ministeriale alla quale partecipano i ministri delle Finanze dei Paesi membri.

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