Safely Opening Schools: il programma per riaprire le scuole pubbliche californiane

Riaprire le scuole pubbliche al più presto è una delle strategie prioritarie di Joe Biden come nuovo presidente degli USA. Anthony Iton, docente di Salute pubblica all’Università di Berkeley in California, è alla guida di un programma pilota denominato Safely Opening Schools allo scopo di favorire la riapertura in sicurezza delle scuole pubbliche californiane che, a differenza delle omologhe private e danarose, hanno subito un pesante contraccolpo con l'espansione della pandemia. Il motto è testare, testare e testare, sul modello degli aeroporti e delle scuole private americane, che sono riuscite a restare aperte durante tutta la pandemia grazie proprio a questo approccio.

Il programma di screening COVID-19 attualmente è attivo in 10 distretti scolastici della California. I distretti partecipanti includono la contea di San Mateo (Ravenswood, Redwood City , La Honda - Pescadero ), la contea di Merced ( Planada , Weaver, McSwain), la contea di Los Angeles ( ComptonPomona, Rosemeade) e Fresno Unified. La contea di Merced  ha una vasta popolazione di immigrati che lavora in settori ritenuti essenziali, costringendo i genitori a scegliere tra l'istruzione a distanza dei loro figli piccoli a casa o il guadagnarsi da vivere. I primi test in loco hanno evidenziato risultati preliminari incoraggianti, riportando 530 dei suoi 820 studenti al campus. Quando i test hanno rivelato che tre dipendenti erano portatori del virus, sono stati messi in quarantena e la comunità scolastica è stata mantenuta libera dal virus.


“In effetti - ragiona Iton - se si testassero tutte le persone tutti i giorni il rischio scomparirebbe. Quindi abbiamo deciso di provare una variazione di questo ragionamento: se si testano tutti frequentemente il rischio diminuisce in modo più che significativo”.

A pensarci bene sembra logico. Logico e costoso.

Lo facciamo in modo semplice ed economico con test antigienici da 5 dollari l’uno (si riferisce quelli che in Italia costano 50 euro l’uno, i tamponi rapidi NdA). Sono test con una percentuale di precisione che è paragonabile ai tamponi molecolari, che si avvicina al 94%. Il progetto a regime comprenderà circa 90mila studenti. Al momento stiamo testando 10mila studenti ogni due giorni. Stiamo rientrando da una recrudescenza pesante del Coronavirus che ci ha portato al lockdown, ma pensiamo che sia meglio e più sicuro per i giovani andare a scuola che girare a vuoto tutto il giorno". 

Le scuole pubbliche non possono rimanere indietro.

Questo è quello che pensa Anthony Iton, che ci racconta come per le scuole private la pandemia sia stata un’esperienza di tutt’altro genere.

Non è una notizia che negli USA la vita delle persone benestanti è molto differente da quella dei poveri. Qui i genitori degli studenti delle prestigiose scuole private di ogni livello hanno storto il naso all’idea di pagare la quota piena per una educazione a distanza, quindi le scuole private fin da subito si sono attrezzate per fare esattamente quello che stiamo facendo noi adesso con le scuole pubbliche. Test rapidi, frequenti, tracciamento e isolamento. E’ così che si garantisce la sicurezza della scuola”. 

Cosa accadrà tra qualche mese?

Il futuro per la scuola pubblica non è poi così roseo come potremmo immaginarcelo, neanche dal punto di vista di una nazione che vedrà raggiunta la sostanziale immunità di gregge entro giugno 2020. Prevediamo che questo studio pilota andrà avanti per almeno tutto il 2021, ma prevediamo che un protocollo di questo tipo debba essere tenuto anche nel 2022, dato che l’esistenza delle varianti del Covid-19, alcune delle quali come quella brasiliana sembrano essere in grado di superare anche il vaccino, continuerà a mettere a rischio la socialità ancora per un po’”.