Testo di Silvia Sardi
Ci sono eventi che raccontano un programma.
E ce ne sono altri che, ancora prima di iniziare, raccontano una domanda.
TEDxTorino appartiene alla seconda categoria. Da anni osserviamo con interesse il modo in cui questo appuntamento prova a trasformare il format della conferenza in qualcosa di più poroso: non solo una successione di speech, ma un luogo in cui discipline, storie e visioni vengono messe in attrito. Del resto, la vocazione stessa del mondo TED è quella di far circolare “idee che meritano di essere diffuse”, costruendo connessioni tra pensiero e realtà. (TEDx Torino)
La decima edizione, in programma il 12 maggio al Teatro Regio, sceglie un titolo che ci riguarda da vicino: Dove nasce il possibile.
Una formulazione che non chiede tanto cosa sia possibile, ma dove accada il suo emergere. In quale punto del reale una possibilità prende forma? Nell’incontro? Nella crisi? Nell’ascolto? Nell’errore?
Abbiamo immaginato una conversazione editoriale.
Un’intervista impossibile, ma forse proprio per questo utile: per attraversare il tema con qualche deviazione in più, aprendoci a una riflessione più ampia.
Dove nasce il possibile?
Forse nasce in quello spazio che Hannah Arendt avrebbe chiamato “lo spazio tra gli uomini”: non dentro una singola coscienza, ma nella relazione.
Le possibilità non sono quasi mai solitarie. Emergono quando due traiettorie si incrociano, quando una convinzione trova resistenza, quando un pensiero smette di essere chiuso in sé e diventa esposto.
TEDxTorino sembra partire da qui: dall’idea che il possibile non sia una qualità astratta, ma un effetto dell’incontro.

Erika Morri, allenatrice ed ex giocatrice italiana di rugby - ospite TEDx Torino
Che cosa significa arrivare alla decima edizione?
Dieci anni non sono solo un anniversario.
Sono la prova che una città può costruire rituali contemporanei di ascolto.
In un tempo in cui tutto è frammentato e accelerato, il TEDx continua a difendere un gesto quasi antico: fermarsi ad ascoltare qualcuno che prende parola. Questo ci riporta a una considerazione di Walter Benjamin: ogni epoca ha bisogno di reinventare le proprie forme di narrazione condivisa.
Forse TEDxTorino, nel suo piccolo, è diventato proprio questo: una macchina narrativa urbana.

Elena Miglietti, giornalista, scrittrice, speaker radiofonica e docente alla Scuola Holden di Torino in diverse discipline - ospite TEDx Torino
Perché mettere insieme sport, impresa, salute, musica, leadership?
Perché il contemporaneo non si lascia più leggere per compartimenti.
Il filosofo Edgar Morin parlava della necessità di un “pensiero complesso”: un pensiero capace di tenere insieme ciò che normalmente viene separato.
Un atleta oggi parla di identità.
Una nutrizionista parla di relazione con il corpo.
Un imprenditore parla di immaginazione.
Un musicista parla di apprendimento.
Le biografie diventano così punti di accesso a questioni più grandi.

Walter Rolfo, autore televisivo, scrittore e illusionista italiano - ospite TEDx Torino
Che cosa ci interessa davvero di una line up così eterogenea?
Non tanto la varietà in sé, quanto la possibilità di osservare come un’esperienza individuale si traduca in forma condivisibile.
È un passaggio che ricorda molto la letteratura: prendere ciò che è singolare e farlo diventare leggibile per altri.
Ogni speaker, in fondo, è chiamato a fare questo: trasformare il vissuto in racconto e il racconto in occasione di spostamento.
Non è molto distante da ciò che Italo Calvino chiedeva alle storie: alleggerire il mondo senza sottrargli complessità.
Beatrice Borgia,
Presidente della Film Commission Torino Piemonte - ospite TEDx Torino
Perché una xWeek diffusa in città?
Perché un’idea non basta se resta sul palco.
Dal 6 al 17 maggio TEDxTorino estende il proprio perimetro con la xWeek, disseminando talk, workshop e incontri in diversi luoghi della città. Una scelta che sembra rispondere a una logica precisa: sottrarre il possibile alla retorica dell’evento unico e riportarlo nella dimensione della pratica quotidiana.
Non una serata da contemplare, ma una serie di occasioni da abitare.

Micaela Martinis, Coach di femminilità - ospite TEDx Torino
E quindi, dove nasce il possibile?
Nasce forse nel momento in cui smettiamo di cercarlo come risultato e iniziamo a riconoscerlo come processo.
In una città.
In una conversazione.
In una voce che disallinea.
In un incontro che costringe a rivedere la propria posizione.
Più che una risposta, TEDxTorino quest’anno sembra offrirci un esercizio di attenzione:
accorgerci dei punti in cui il reale non è ancora del tutto scritto.
Perfetto — ti ribatto i due blocchi già in continuità editoriale con gli altri, senza label interne.
Irenre Morrione, fondatrice e CEO della boutique consulting company Into The Change - ospite TEDx Torino
Il possibile nasce sempre da una frattura? Da una mancanza, da un limite, da qualcosa che ancora non c’è?
Forse sì.
La letteratura ce lo insegna da secoli: non esiste racconto senza una soglia da attraversare, senza un’assenza che metta in moto il desiderio. Il possibile non nasce mai nella piena soddisfazione del presente, ma in quella lieve incrinatura che ci fa intuire che il mondo, così com’è, non basta ancora.
È lo spazio che separa ciò che siamo da ciò che potremmo diventare.
Ed è proprio lì che si infilano l’arte, la ricerca, l’impresa, il gesto atletico, la visione politica: tutte discipline che in fondo condividono la stessa insubordinazione verso il dato.
Ogni possibilità è figlia di una domanda non pacificata.
Di un “manca qualcosa”.
Di un “e se invece”.
In questo senso il possibile è meno una conquista e più una forma di inquietudine fertile.
Corrado Bertonazzi, musicista, formatore e divulgatore - ospite TEDx Torino
Che volto avrebbe il possibile?
Non uno, ma una pluralità di volti, come gli ospiti che racconteranno il loro "possibile".
Di chi amministra e immagina nuovi modelli di comunità.
Di chi traduce la complessità economica in decisioni.
Di chi ascolta il ritmo e ne fa linguaggio.
Di chi abita il teatro come spazio di visione.
Di chi racconta l’umano attraverso la parola.
Di chi trasforma il pensiero in progetto.
Di chi nello sport vede disciplina e riscatto.
Di chi interroga il futuro senza considerarlo una certezza acquisita.
Il possibile non ha mai un solo autore, è sempre un’opera corale.
TEDxTorino ci ricorda che il possibile non è un luogo lontano da raggiungere,
ma una conversazione da tenere aperta.

discobola italiana, medaglia d'oro nel lancio del disco alle Universiadi 2019 - ospite TEDx

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