HPV e prevenzione: informare i giovani per proteggere il futuro

HPV e prevenzione: informare i giovani per proteggere il futuro

Contributo a cura della redazione, intervista alla Dr Elisa Picardo. 

In occasione della Prevention Night in programma *martedì 3 marzo 2026 alle ore 19* presso lHiroshima Mon Amour di Torino, ACTO Italia incontra i giovani per parlare di prevenzione oncologica, vaccinazione HPV e consapevolezza. L’evento rientra nel programma di iniziative divulgative legate a Just The Woman I Am, di cui Lentialpois è media partner.

A rispondere alle domande di Antonella Vitelli è la Dott.ssa Elisa Picardo, che spiega in modo chiaro perché la prevenzione, oggi, è uno strumento concreto e accessibile a tutti.

Dottoressa Picardo, che cos’è l’HPV e perché è così importante parlarne?

L’HPV, noto anche come Papilloma Virus, è un virus estremamente comune: circa quattro persone su cinque lo incontrano nel corso della vita e quasi l’80% delle persone sessualmente attive entra in contatto con il virus almeno una volta.
Ciò che deve preoccupare non è la semplice positività, ma la *persistenza dell’infezione*, perché nel tempo può portare allo sviluppo di lesioni importanti e, in alcuni casi, a tumori del collo dell’utero, della vagina, della vulva, dell’ano e dell’orofaringe. 

Ecco perché è fondamentale agire in modo concreto sulla prevenzione: oggi abbiamo la possibilità di prevenire il contagio attraverso la vaccinazione, uno strumento semplice ed efficace.

Quali possono essere le conseguenze dell’infezione da HPV se non viene prevenuta?

Quando parliamo di HPV non dobbiamo immaginare un collegamento immediato tra infezione e tumore. Tuttavia, nel tempo possono comparire infezioni ricorrenti come i condilomi o lesioni precancerose, come le CIN2, che se non trattate possono evolvere in tumori veri e propri.

Queste lesioni comportano controlli frequenti, colposcopie e talvolta piccoli interventi chirurgici. È quindi fondamentale far comprendere l’importanza della vaccinazione, anche perché non tutte le donne aderiscono regolarmente allo screening con Pap test o HPV test.
Il tumore del collo dell’utero causa ancora oltre *mille decessi l’anno in Italia, nonostante sia in gran parte prevenibile: oggi la vera criticità non è la mancanza di cure, ma la **mancanza di consapevolezza*, in particolare sull’importanza della vaccinazione.

Il vaccino contro l’HPV funziona davvero?

Sì, funziona davvero, e non lo dicono le opinioni ma i dati scientifici.
Gli studi internazionali dimostrano una riduzione significativa delle lesioni precancerose nelle donne vaccinate e, nei Paesi con un’alta copertura vaccinale, si osserva finalmente anche una riduzione dei tumori invasivi, come il tumore del collo dell’utero.
Parlare di prevenzione significa anche parlare di stili di vita sani, ma la vaccinazione rappresenta la forma di prevenzione più efficace che abbiamo oggi a disposizione: è prevenzione primaria, ovvero significa evitare che la malattia inizi.

Che ruolo hanno genetica e informazione nella prevenzione oncologica?

La genetica gioca oggi un ruolo chiave in oncologia, soprattutto nei tumori ginecologici. Conoscere i fattori genetici di rischio consente di attivare percorsi di screening mirati e personalizzati. Per l’HPV, la vaccinazione permette di evitare il contagio dei ceppi più pericolosi, responsabili di tre dei principali tumori ginecologici. Ma dobbiamo ricordare anche le mutazioni genetiche, come le sindromi BRCA o la sindrome di Lynch, che aumentano il rischio di tumore dell’ovaio, dell’endometrio e della mammella.
È fondamentale parlarne in famiglia e non nascondere queste informazioni: la testimonianza di Bianca Balti, portatrice di una mutazione genetica, ha contribuito a rendere questo tema più visibile. Conoscere significa poter costruire **percorsi di prevenzione su misura* per le persone e le famiglie.

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