Yoga bimbi, fantasia e libertà di essere sé stessi

Yoga bimbi, fantasia e libertà di essere sé stessi


Intervista a Virginia Pareto: porterà a SAT parej una pratica dedicata allo yoga per bambini, costruita attraverso ascolto, movimento e immaginazione. Il suo approccio mette al centro il gioco, la relazione e la libertà espressiva del corpo, creando uno spazio in cui la pratica diventa esperienza condivisa e spontanea.

Che rapporto avevi con il movimento da bambina?

Ho sempre vissuto lo sport in maniera molto agonistica, soprattutto attraverso lo sci e la ginnastica artistica. Sono esperienze che mi hanno insegnato disciplina, dedizione e sacrificio, ma che oggi mi fanno anche riflettere su quanto il movimento possa essere vissuto in modi molto diversi.

C’è un gioco o un gesto dell’infanzia che senti ancora nel tuo modo di insegnare?

Sicuramente l’uso smisurato della fantasia
È una cosa che porto ancora tantissimo nelle lezioni. Da piccola, inoltre, mia nonna mi aiutava a calmarmi prima di dormire facendomi portare attenzione al respiro. In qualche modo quel gesto mi è rimasto dentro: oggi ogni mia pratica inizia proprio con un momento di centratura sul respiro.

Cosa ti insegnano i bambini che gli adulti dimenticano?

Mi ricordano quanto sia naturale esprimersi liberamente, senza preoccuparsi troppo di apparire nel modo giusto. I bambini hanno una capacità incredibile di stare nel momento presente, di passare dal gioco all’ascolto in modo spontaneo.

Quando un bambino “entra davvero” nella pratica?

Secondo me un bambino entra davvero nella pratica non quando riesce a stare fermo o a replicare perfettamente una posizione, ma quando trova uno stato di coinvolgimento equilibrato.

Quando si sente abbastanza stimolato da essere curioso, presente e partecipe, ma non così sovraccaricato da perdere ascolto e connessione con sé stesso. È una linea molto sottile, perché il bambino ha bisogno di ritmo, gioco e movimento, ma quando gli stimoli diventano eccessivi il sistema nervoso entra facilmente in uno stato di iperattivazione.

Lo yoga per bambini è più vicino al gioco o alla presenza?

Secondo me è entrambe le cose. Non dobbiamo immaginare lo yoga bimbi come la pratica degli adulti “in miniatura”, ma come un vero percorso di apprendimento degli stessi principi attraverso il gioco, il movimento sano e la relazione.

Con lo yoga ogni bambino può esprimere liberamente la propria unicità

Come cambia l’energia di un gruppo quando ci sono i bambini?

L’energia cambia continuamente, molto velocemente. Per questo è importante riuscire a percepirla e regolarla attraverso giochi, respirazione o momenti di rilassamento.

L’energia dei bambini è estremamente contagiosa: può partire da uno e diffondersi subito a tutto il gruppo. Anche per questo il mio lavoro è osservare costantemente lo stato emotivo del gruppo e accompagnarlo

Cosa ti piace dell’idea di un festival dove convivono pratiche così diverse?

Mi piace molto l’idea di offrire alle persone esperienze differenti. Credo sia un’opportunità per uscire dalla propria comfort zone corporea e di movimento, ma anche da alcune etichette legate al modo in cui pensiamo di dover vivere il benessere.

Che spazio vorresti far vivere ai bambini dentro SAT parej?

Vorrei creare un ambiente piacevole e ludico, dove poter “piantare” il semino dello yoga nei più piccoli e permettere loro di avvicinarsi a questo mondo in modo libero e naturale.

Che cosa significa per te “essere così come si è”?

Per me significa prendere consapevolezza della propria unicità

Una cosa da lasciare andare?

L’idea di dover essere perfetti.

Una cosa da portare con sé al SAT parej?

La curiosità.

 

SAT parej — One Day Yoga Festival
20 giugno 2026 · Al Mondo Verde, Venaria Reale (TO)

Instagram:
@satparej

Biglietti & info festival:
SAT parej – Eventbrite

In collaborazione con:
Yoga con Indi

Media partner:
Lenti a Pois Magazine

Parte del ricavato sosterrà:
1 Caffè Onlus

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