Approfondimento tematica a cura della redazione
Quando si parla di blackout durante le ondate di calore, la spiegazione più frequente è sempre la stessa: consumiamo troppa elettricità per alimentare i condizionatori. È vero, ma racconta solo una parte della storia.
A ricordarlo è un recente rapporto del governo britannico, Impacts on Energy Assets from Extreme Heat and Heatwaves, che spiega come le temperature estreme non facciano aumentare soltanto la domanda di energia, ma mettano sotto pressione l'intero sistema elettrico, dalla produzione fino alla distribuzione.
In altre parole, il problema non è solo che serve più elettricità. È che proprio quando ne abbiamo più bisogno, diventa anche più difficile produrla e trasportarla.
Uno degli effetti meno conosciuti riguarda le centrali elettriche. Quelle nucleari e termoelettriche utilizzano grandi quantità d'acqua per raffreddare gli impianti. Se i fiumi si scaldano troppo o la loro portata diminuisce, la capacità di raffreddamento si riduce e gli operatori sono costretti ad abbassare la produzione o, in alcuni casi, a fermare temporaneamente gli impianti.
È ciò che sta accadendo anche in Francia, dove il caldo eccezionale ha già costretto a limitare la produzione di alcuni reattori nucleari.
Può sembrare un paradosso, ma nemmeno i pannelli solari amano il caldo estremo.
Producono energia grazie alla luce del sole, non al calore, e quando la loro temperatura sale troppo il rendimento diminuisce. Nelle giornate torride, quindi, possono produrre meno energia rispetto a una giornata estiva più fresca ma altrettanto soleggiata.
Anche le linee elettriche risentono delle alte temperature. Il calore aumenta la resistenza dei cavi, che disperdono più energia e possono trasportarne meno.
Inoltre, dilatandosi, tendono a flettersi maggiormente, costringendo i gestori a ridurre i carichi per mantenere gli standard di sicurezza.
Un altro punto critico sono trasformatori e cabine elettriche. Se l'aria è già molto calda, questi impianti fanno più fatica a dissipare il calore prodotto durante il funzionamento. Il rischio di surriscaldamento aumenta e possono verificarsi guasti e interruzioni di corrente, come accaduto nei giorni scorsi in alcune aree della Francia.
Il messaggio del rapporto britannico è semplice ma importante: durante un'ondata di calore tutto il sistema elettrico diventa più fragile.
Da una parte aumenta la richiesta di energia per raffrescare case, uffici e ospedali. Dall'altra, proprio le alte temperature riducono l'efficienza di centrali, pannelli fotovoltaici, linee di trasmissione e trasformatori.
È la combinazione di questi fattori a rendere più probabili guasti e blackout. Per questo gli esperti parlano sempre più spesso della necessità di adattare le infrastrutture energetiche ai cambiamenti climatici. Perché le ondate di calore non rappresentano più un'eccezione, ma una nuova condizione con cui le reti elettriche dovranno imparare a convivere.
Fonte: UK Government, Department for Energy Security and Net Zero, "Impacts on Energy Assets from Extreme Heat and Heatwaves" (2025).