Approfondimento tematica a cura della redazione
L'ondata di calore eccezionale che sta interessando gran parte dell'Europa non sta mettendo in difficoltà soltanto cittadini e trasporti. Anche il sistema energetico europeo è sottoposto a una pressione senza precedenti, con forti oscillazioni dei prezzi dell'elettricità, riduzioni della produzione in alcune centrali e crescenti criticità nelle reti di distribuzione.
Secondo un'analisi pubblicata dal Financial Times, le temperature record registrate in questi giorni stanno facendo emergere un problema destinato a diventare sempre più frequente con il cambiamento climatico: il caldo estremo non aumenta soltanto i consumi elettrici, ma riduce contemporaneamente la capacità del sistema di produrre e distribuire energia.
L'aumento dell'utilizzo dei condizionatori rappresenta solo una parte del problema. Le alte temperature incidono infatti su quasi tutti i livelli della rete elettrica. Quando il termometro sale: cresce rapidamente la domanda di energia per il raffrescamento degli edifici; le linee elettriche diventano meno efficienti; trasformatori e cabine lavorano in condizioni più critiche; alcune centrali termoelettriche e nucleari devono ridurre la produzione perché i sistemi di raffreddamento risultano meno efficaci; anche gli impianti fotovoltaici perdono parte della loro efficienza.
L'effetto combinato è quello di una rete che deve soddisfare una domanda crescente proprio mentre parte della capacità produttiva diminuisce.
In Francia le elevate temperature hanno costretto EDF a limitare temporaneamente la produzione di alcune centrali nucleari, poiché l'acqua dei fiumi utilizzata per il raffreddamento aveva raggiunto temperature troppo elevate. Nello stesso periodo, un guasto a un trasformatore provocato dal caldo ha lasciato senza elettricità decine di migliaia di utenti in Bretagna.
Anche nel Regno Unito diverse centrali alimentate a gas hanno ridotto la produzione per difficoltà nei sistemi di raffreddamento durante giornate con temperature superiori ai 36 °C. Le conseguenze sono state immediate anche sul mercato elettrico.
In Germania, ad esempio, nel giro di poche ore il prezzo all'ingrosso dell'energia è passato da valori relativamente contenuti nelle ore centrali della giornata a livelli oltre sei volte superiori durante la sera, quando la produzione solare cala drasticamente ma la richiesta di elettricità per il raffrescamento rimane elevata. Situazioni analoghe si sono registrate in altri Paesi europei. Nel Regno Unito il gestore della rete ha dovuto acquistare energia dall'estero a prezzi molto superiori rispetto ai normali valori di mercato per garantire la continuità del servizio.
Diversi analisti sottolineano come il forte contributo del fotovoltaico riesca a contenere i prezzi nelle ore diurne. Il problema emerge soprattutto al tramonto, quando la produzione solare diminuisce rapidamente mentre i consumi restano elevati.
Per questo motivo numerosi esperti indicano nello sviluppo dei sistemi di accumulo con batterie uno degli elementi chiave per aumentare la resilienza delle reti elettriche europee, consentendo di immagazzinare l'energia prodotta durante il giorno e utilizzarla nelle ore serali.
Secondo numerosi osservatori citati dal Financial Times, l'attuale ondata di calore rappresenta un banco di prova che evidenzia come molte infrastrutture energetiche europee siano state progettate per condizioni climatiche ormai superate.
L'Europa è oggi il continente che si riscalda più rapidamente e gli eventi estremi stanno diventando sempre più frequenti. Oltre agli effetti sulla salute e sui trasporti, il caldo estremo mette in luce la necessità di adattare reti elettriche, impianti di produzione e sistemi di accumulo a un clima destinato a essere sempre più caldo. Le discussioni in corso tra i governi europei riguardano quindi non solo la riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche gli investimenti necessari per rendere il sistema energetico più "solito" rispetto agli eventi climatici estremi.
Fonte: elaborazione su informazioni pubblicate dal Financial Times.