La sfida climatica e il futuro dell'energia

La sfida climatica e il futuro dell'energia

Approfondimento tematica a cura della redazione

Le recenti crisi geopolitiche e climatiche stanno inviando un messaggio sempre più chiaro: il futuro della sicurezza energetica non può continuare a dipendere dai combustibili fossili. È la riflessione proposta da Murat Kurum, presidente designato della COP31, in un editoriale pubblicato il 22 giugno 2026, nel quale sostiene che l'elettrificazione rappresenti uno degli strumenti più efficaci per affrontare contemporaneamente crisi climatica, volatilità dei mercati energetici e vulnerabilità economica.

La sfida climatica passa dall'elettrificazione: perché il futuro dell'energia dipende da una rete più pulita e resiliente

Negli ultimi mesi, il conflitto nel Golfo ha provocato forti tensioni sui mercati internazionali di petrolio, gas naturale e fertilizzanti, mentre le previsioni di un possibile intenso fenomeno di El Niño lasciano presagire nuovi eventi meteorologici estremi. Due fattori che, secondo Kurum, dimostrano quanto il sistema energetico mondiale sia ancora esposto agli shock esterni.

Per l'autore, la questione non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni di gas serra. La dipendenza dalle fonti fossili rappresenta anche un problema economico e strategico, poiché la maggior parte della popolazione mondiale vive in Paesi importatori di energia. Ogni crisi internazionale può quindi tradursi in aumenti dei prezzi, inflazione e difficoltà per famiglie, imprese e governi.

Accelerare la transizione verso un'economia elettrificata significa, in quest'ottica, rafforzare anche la sicurezza energetica e la stabilità economica. 

Secondo Kurum, il cambiamento dovrà interessare tutti i settori della società. Dalla mobilità agli edifici, fino ai processi industriali, un numero crescente di attività dovrà essere alimentato da elettricità anziché da combustibili fossili.

L'adozione di veicoli elettrici, pompe di calore, impianti fotovoltaici, batterie di accumulo e sistemi industriali elettrificati rappresenta, secondo questa visione, il passaggio concreto attraverso cui rendere la decarbonizzazione parte della vita quotidiana.

Uno dei temi che la COP31 intende promuovere è l'aumento della quota di consumi energetici soddisfatti dall'elettricità. Oggi edifici, trasporti e industria producono una parte significativa delle emissioni globali, mentre l'elettricità copre ancora una quota relativamente contenuta del loro fabbisogno energetico.

L'obiettivo proposto è raggiungere un livello di elettrificazione pari al 35% entro il 2035, un traguardo che, secondo le analisi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) e dell'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), sarebbe coerente con il percorso necessario per contenere il riscaldamento globale entro gli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi.

L'elettrificazione, osserva Kurum, deve essere accompagnata da una crescita della produzione da fonti rinnovabili. Se l'energia continua a provenire prevalentemente da combustibili fossili, infatti, il beneficio climatico si riduce sensibilmente.

Per questo motivo diventano essenziali anche investimenti nelle reti elettriche, nei sistemi di accumulo e nelle infrastrutture necessarie a gestire una domanda di elettricità destinata ad aumentare nei prossimi decenni.

Secondo Kurum, ogni Paese dovrà costruire un percorso coerente con le proprie caratteristiche economiche e territoriali. Tuttavia, la direzione è comune: ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili attraverso una maggiore elettrificazione dei consumi, sostenuta da energia rinnovabile, reti moderne e sistemi di accumulo. Una trasformazione che, oltre a contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, potrebbe rendere le economie meno vulnerabili alle crisi geopolitiche e alle improvvise oscillazioni dei prezzi dell'energia.

Fonte: articolo di opinione di Murat Kurum, presidente designato della COP31, pubblicato il 22 giugno 2026.

 

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