Diciannove comuni, trenta sedi e sessantacinque artisti. Germinale supera la formula del festival diffuso e costruisce un ecosistema culturale tra opere permanenti, residenze, comunità e luoghi che tornano a produrre significato.
La marna diventa cemento. Il cemento costruisce. Il restauro restituisce significato.
È il filo narrativo di Cantieri di Roccia, uno dei progetti speciali di Germinale 2026, ma potrebbe essere il manifesto dell’intera edizione. Nelle colline del Monferrato la geologia attraversa il lavoro, l’industria, il paesaggio e l’architettura. L’arte raccoglie questa materia e la rimette in movimento.
Di marne feconde, un mare, titolo scelto dalla direttrice artistica Francesca Canfora per la terza edizione di Germinale – Monferrato Art Fest, parte da un’origine profonda.

Le marne, nate dalla sedimentazione di un antico fondale marino, hanno modellato le colline, nutrito la viticoltura e favorito lo sviluppo dell’industria del cemento casalese. Oggi diventano una chiave per leggere il territorio e immaginarne il futuro.
La mappa di Germinale assomiglia a una costellazione: 19 comuni, 30 sedi, 65 artisti. I punti sono castelli, chiese, ipogei, ex asili, musei, spazi produttivi. La forza del progetto sta nelle linee che li collegano.

Gabriele Garbolino Rù, veduta dell’installazione presso I Cappuccini 1624, Moncalvo. Ph. Chiara Ferrando.
La cultura come infrastruttura
Germinale nasce a Rinco di Montiglio dall’attività della Quasi Fondazione Carlo Gloria e cresce attraverso una rete che tiene insieme amministrazioni locali, istituzioni regionali, fondazioni, musei, associazioni, imprese, gallerie e agenzie territoriali.
Il sostegno di Regione e Consiglio regionale incontra quello di Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Fondazione Asti Musei porta il progetto dentro il proprio sistema espositivo; ATL Langhe Monferrato Roero e Alexala ne accompagnano la dimensione territoriale; aziende, dimore private e realtà produttive aprono spazi e sostengono residenze e acquisizioni. Le gallerie connettono le opere al sistema dell’arte.
Il dato politico sta qui: territori amministrativamente frammentati condividono una stessa infrastruttura culturale. Ogni paese mette in gioco un luogo e una parte della propria storia; la rete offre in cambio progettualità, pubblico, relazioni e patrimonio.



Simone Benedetto, veduta dell’installazione presso il Chiostro piccolo del Museo Civico Bistolfi, Casale Monferrato. Credito fotografico da confermare.
L’inserimento di Germinale nel percorso di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027, con il ruolo di “Capitale Sorella”, allarga ulteriormente l’orizzonte. Il Monferrato entra in un sistema che comprende Langhe e Roero e si prepara a intercettare nuovi flussi culturali senza rinunciare alla propria geografia diffusa.
Quando le opere restano
La costruzione di un museo diffuso è uno degli aspetti più concreti di Germinale. Ogni edizione punta a lasciare sul territorio almeno un’opera permanente: il passaggio dell’arte produce così una sedimentazione reale.

Carlo Gloria, Andiamo e veniamo, 2026, murale permanente. Quasi Fondazione Carlo Gloria, Rinco di Montiglio Monferrato. Ph. Chiara Ferrando.
Nel 2026 accade a Rinco con Andiamo e veniamo, il murale di Carlo Gloria nato insieme alla comunità. Nel dipinto compaiono persone che vivono nel paese, persone che se ne sono andate e persone che vi sono arrivate. Il ritratto collettivo diventa una mappa di permanenze, partenze e ritorni.
Anche le opere nate nelle residenze delle edizioni precedenti vengono messe a sistema. Donate dalla Quasi Fondazione all’ATL Langhe Roero Monferrato, trovano nel Castello di Frinco una sede permanente grazie alla collaborazione con il Comune. Il castello restaurato assume così una nuova funzione: museo, archivio e centro documentale del progetto.
Il patrimonio, in questo caso, comprende le opere e le relazioni che le hanno rese possibili. Un’acquisizione privata, un comodato, una sede recuperata o un accordo tra enti diventano parti dello stesso disegno.

Marguerite Kahrl, veduta dell’installazione presso l’Ex Asilo Umberto I, Piovà Massaia. Ph. Chiara Ferrando.
Nove artisti diventano abitanti temporanei
Le nove residenze d’arte sono il dispositivo più relazionale di Germinale. Gli artisti selezionati tramite bando vivono nei paesi per tutta la durata della rassegna e lavorano in spazi che funzionano contemporaneamente come atelier ed esposizione.
La permanenza cambia la qualità dell’incontro. Gli abitanti possono seguire la nascita delle opere; gli artisti assorbono materiali, ritmi, racconti e caratteristiche degli edifici. Chiese, castelli, ex teatri e botteghe diventano luoghi di produzione. Il territorio partecipa al lavoro prima ancora di diventare il suo soggetto.


Luigi Mainolfi, Soltitan, scultura in bronzo, Palazzo di Città, Asti. Ph. Chiara Ferrando.

Agata Ferrari Bravo, veduta dell’installazione presso l’Ex Asilo Umberto I, Piovà Massaia. Ph. Chiara Ferrando.
Anche il Selva Art Prize costruisce continuità. Diciotto artisti under 40 espongono nell’ex Asilo Regina Elena di Castagnole Monferrato e concorrono a un premio di acquisizione, a una futura residenza e a una mostra durante la Torino Art Week. Il percorso collega selezione, produzione, sostegno economico e circuitazione: dal Monferrato verso Torino e ritorno.
Sotto i piedi, sui volti, dentro le fabbriche
I progetti speciali condividono la stessa domanda: come si racconta un territorio senza ridurlo a paesaggio?

Micromondi sotto i piedi affida la risposta a 460 bambine e bambini delle scuole primarie. Guidati da Gregorio Furnari, hanno impresso nell’argilla oggetti naturali, quotidiani e tecnologici, creando fossili del presente. Le formelle confluiscono in un’opera collettiva esposta nella Pieve di San Lorenzo a Montiglio: un archivio del futuro costruito con la materia più antica.

Micromondi sotto i piedi, opera collettiva realizzata da 460 bambine e bambini delle scuole primarie del territorio, guidati dall’artista Gregorio Furnari. Pieve di San Lorenzo, Montiglio Monferrato. Ph. Chiara Ferrando.
Visagi di Claudio Cravero guarda invece le persone. Dopo aver attraversato diversi paesi, il progetto arriva nel 2026 a Olivola e porta nelle strade grandi ritratti di vecchi e nuovi abitanti. La comunità cerca la propria immagine tra passato agricolo, integrazione e nuove possibilità.
The Monferriner trasforma la geografia in racconto illustrato. Il progetto, nato con l’agenzia torinese sixeleven e Galleria Caracol, immagina le copertine di una rivista dedicata a Infernot, borghi, architetture e dettagli del territorio. Anche qui il Monferrato viene prodotto attraverso nuovi sguardi, anziché semplicemente rappresentato.
Poi c’è Cantieri di Roccia, che lega la storia geologica a quella industriale. Il progetto nasce dall’incontro tra Germinale, La Fabbrica di Santa Caterina ETS e Le Muse – Accademia Europea d’Arte. Collega Gabanon, spazio recuperato da un’ex cementeria, alla chiesa di Santa Caterina nel tricentenario della consacrazione, attraversando alcuni luoghi dell’archeologia industriale casalese.
Nel quartiere del Ronzone la marna ha alimentato, tra Otto e Novecento, uno dei principali poli italiani del cemento. Il percorso tra Gabanon e Santa Caterina rende lo spostamento parte dell’opera: danza, musica, azione scenica e parola riattivano luoghi segnati dal lavoro, dalla produzione e dalla cura.

Paolo Piscitelli, veduta dell’installazione presso Quasi Fondazione Carlo Gloria, Rinco di Montiglio Monferrato. Ph. Chiara Ferrando.
Tre modi di attraversare la materia
Tra i 65 artisti coinvolti, alcune opere condensano in modo particolare il rapporto tra percezione, luogo e trasformazione. Tre gesti costruiscono una possibile rotta: intrecciare, respirare, ascoltare.
Alla Quasi Fondazione di Rinco, Paola Anziché lavora con fibre, nodi e superfici tessili. Le sue composizioni sembrano organismi cresciuti lentamente: cortecce, cellule, fondali, mappe da esplorare con gli occhi e con le mani. L’intreccio conserva il tempo del gesto e la memoria dei saperi che lo hanno prodotto. Ogni elemento mantiene la propria forma, ma trova forza nella relazione con gli altri: la stessa dinamica su cui si costruisce Germinale.
Nella chiesetta del Castello di Razzano, ad Alfiano Natta, Tamara Repetto realizza Architettura salmastra con ceppi delle vigne del castello e terra argillosa e calcarea raccolta sul posto. Rivestiti di terra cruda, i ceppi assomigliano a ossa; barre e bulloni li trattengono in un equilibrio fragile; lo specchio unisce la profondità del suolo alla verticalità dell’edificio sacro.

Tamara Repetto, Architettura salmastra, 2026. Tenuta Castello di Razzano, Alfiano Natta. Ph. Chiara Ferrando.
Sull’altare, un cubo di terra custodisce un odore di salsedine. Il mare sepolto sotto le vigne torna percepibile attraverso l’olfatto. Il naso raggiunge ciò che l’occhio non può vedere e attraversa il tempo geologico in un solo respiro.
Nel sotterraneo del Museo della Resistenza del Basso Monferrato, a Camagna, Marzio Zorio trasforma il vetro di Murano in membrana sonora. In Mitopoiesi le sculture appaiono come corpi fluttuanti; contengono, propagano e deformano suoni provenienti dagli abissi marini e vibrazioni raccolte nell’ipogeo.

Marzio Zorio, Mitopoiesi (stupor vacui – sirene), 2024, e Senza titolo, 2026. Sotterraneo del Museo della Resistenza del Basso Monferrato, Camagna Monferrato. Ph. Chiara Ferrando.
Il pubblico entra nella composizione: la sua presenza altera il campo elettromagnetico e genera una polifonia ogni volta diversa. Mare e terra condividono lo stesso spazio. Il luogo smette di fare da cornice e diventa parte attiva dell’opera.
Germinale mette in relazione il tempo lunghissimo dell’evoluzione geologica delle marne e quello immediato dell’installazione di una mostra. Le opere degli artisti si ambientano nella costellazione del territorio, attivando connessioni tra posti antichi, memorie e comunità.
Più che una mappa di mostre, Germinale disegna un modo di fare cultura: mette tutto in movimento e, al contempo, traccia qualcosa che resta.
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GERMINALE – MONFERRATO ART FEST 2026 Un progetto ideato, organizzato e prodotto dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS. Presidente e fondatore: Carlo Gloria Realizzato con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio della Regione Piemonte, con il sostegno operativo territoriale di ATL Langhe Monferrato Roero e Alexala, con il contributo di Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, in collaborazione con Fondazione Asti Musei. Main sponsor: Energica Sedi aperte tutti i weekend dal 12 settembre al 4 ottobre 2026, dalle 11 alle 19. |