Intervista impossibile a Giuseppe, Re dei Sogni

Intervista impossibile a Giuseppe, Re dei Sogni

Intervista immaginaria a Giuseppe l’ebreo, il Re dei Sogni a cura di Gioconda Fappiano

E a tutta questa felicità io non mi posso abituare

Perché conosco il sogno del faraone: le vacche grasse e le vacche magre

E che si può cadere (Si può cadere) da una distanza siderale…

(“L’albero delle noci”.  Brunori Sas)

Mentre ascoltavo questa canzone mi ricordai della storia di Giuseppe l'ebreo, capace di interpretare i sogni. Apro la Bibbia per ragazzi,gelosamente custodita, per un ripasso della storia che mi raccontavano al catechismo da bambina e che si può riassumere grossolanamente così: 

Giuseppe è il figlio prediletto di Giacobbe. I fratelli sono invidiosi e se ne liberano vendendolo come schiavo. Giuseppe si ritrova in Egitto e, dopo varie vicissitudini, grazie alla sua intelligenza fa fortuna interpretando i sogni del Faraone, salva il paese, perdona i fratelli, e tutti vissero felici e contenti.

Ma cosa significa saper interpretare i sogni? Chi è veramente Giuseppe?  Una voce si sovrappone alla canzone che sto ascoltando.

Giuseppe -  Da bambina la mia storia ti piaceva, così come continuano a piacerti i sogni. Dietro quella facciata rocciosa, tu non hai perso il vizio di sognare. Giuseppe, il re dei sogni, si è animato e mi sta parlando con voce pacata e profonda.

Dicono che i sogni siano pieni di distrazioni, sono solo voli della fantasia utili per sopportare il presente. Per questo dovrebbero essere sempre belli, positivi e pieni di speranza. Invece il sogno del faraone che tu hai interpretato dice che ai giorni belli faranno inevitabilmente seguito giorni brutti gettando così un’ombra sulla gioia, rendendolo effimera.

Giuseppe-  Mi piace sai, la canzone che stavi ascoltando. L’albero delle noci … Dalle tue parti, il noce ha sempre avuto una forte valenza simbolica. Ha radici forti, è legato alla terra ma svetta verso il cielo, quasi a sfidarlo. Per questo le streghe si riunivano sotto il noce di Benevento. Nella canzone invece lo stesso albero offre riparo quando ce n’è bisogno, quando occorre tempo per rialzarsi. 

E con questo che vorresti dirmi?

Giuseppe- Semplicemente che alle cose e agli eventi possiamo attribuire tanti significati possibili, possiamo dare tante interpretazioni, anche contrapposte. Così è anche per i sogni, che sono come la mietitura del grano: contengono un messaggio vero (la spiga) e una parte superflua (la pula). 

Thomas Mann, uno scrittore che tu non puoi conoscere e che ti ha dedicato un romanzo monumentale,  a un certo punto scrive che si può ben essere dentro una storia e tuttavia non capirla. Figuriamoci per i sogni. 

Giuseppe-  Verissimo, ma questa constatazione è valida per i personaggi, non per il narratore. E se questo narratore è Dio che parla per bocca di un profeta preannunciando attraverso i sogni eventi futuri… Il massimo intervento di Dio non è altro che un conclusivo dono di senso.

E il senso dell’azione dell’uomo? Tu non ti sei limitato solo ad interpretare i sogni, come quello delle sette vacche magre che divorano sette vacche grasse annunciando così per l’Egitto un periodo di carestia. L’interpretazione dei sogni ti ha legato a doppio filo con il potere, hai assunto un ruolo pubblico organizzando la produzione e le distribuzioni di grano collocandoti affianco al Faraone stesso e alle leve del governo. Alcuni studiosi hanno detto di te che sei l’emblema dell’uomo politico.

Giuseppe- Vorresti dire che ho saputo interpretare anche i sogni e i desideri del popolo? Io ho semplicemente visto quello che sarebbe accaduto. Dio aveva detto che ad anni di abbondanza sarebbero seguiti anni di carestia, ma non ci aveva detto come agire per fronteggiare tale situazione. L’agire fa la differenza. Se la politica è frutto di una lettura attiva di quanto sta per avvenire stabilendo in tal mondo come agire per il bene comune, allora non mi dispiace essere considerato un uomo politico.

Per essere un buon politico, allora, bisogna essere visionari, interpretare e dare corpo ai sogni. Peccato constatare come nel mondo di oggi i profeti e i visionari vengano considerati dei folli.

Giuseppe- Il vostro è un mondo opaco e disarmonico, incapace di interpretare i sogni e i segni, anche quelli della Natura. Individui, popoli, città cadono sotto i colpi avversi di guerre di potere. Però esiste ancora chi canta la luce di un sogno. Come fa la canzone che stavi ascoltando? 

Sono cresciute veloci le foglie sull’albero delle noci
E nei tuoi occhi di mamma adesso splende una piccola fiamma

Io come sempre canguro fra il passato e il futuro
Scrivo canzoni d’amore alla ricerca di un porto sicuro….





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