Intervista di Silvia Sardi per Lentiapois.it
Ci sono marchi che seguono le tendenze e progetti che seguono le persone.
In occasione dei dieci anni di IL – Independent Label, abbiamo incontrato Pietro Barbieri allo Spazio Pirotecnico di Torino, durante una serata di festa che ha riunito amici, collaboratori e comunità. Ne è nata una conversazione informale sul lavoro sartoriale, sull'evoluzione dei corpi, sulle relazioni e su cosa significhi costruire un progetto indipendente che cresce insieme alle persone che lo attraversano.
Pietro, partiamo da una parola semplice: persone. Cosa rappresentano per IL?
Le persone sono il punto di partenza di tutto.
Sono una fonte continua di ispirazione. Osserviamo chi ci sta intorno, ascoltiamo esigenze, desideri e abitudini e, attraverso il nostro gusto, proviamo a creare abiti che possano dialogare con tutto questo.
Ci interessa realizzare cose creative, divertenti e interessanti, ma soprattutto indossabili. Il fatto di lavorare su misura aggiunge una dimensione ulteriore: ci permette di costruire un rapporto diretto e autentico con chi entra in laboratorio. "Cura, attenzione, bellezza"

Dove nasce questo ascolto?
Dalle persone che frequentiamo, dagli amici, da chi incontriamo per strada e soprattutto da chi entra in negozio.
Ogni persona porta con sé una storia. A volte arriva con un'esigenza pratica, altre con un'occasione speciale, altre ancora con un cambiamento che sta vivendo. Il nostro lavoro parte sempre da lì.

In dieci anni cosa è cambiato?
La cosa più evidente è che le persone cambiano. Crescono, cambiano età, cambiano fisicamente, cambiano esigenze.
E insieme a loro siamo cambiati anche noi.
All'inizio proponevamo abiti forse più estrosi, più sperimentali. Oggi ci troviamo a dialogare con persone che sono cresciute insieme al progetto e che attraversano fasi diverse della vita.
Molte delle nostre clienti hanno avuto figli, hanno cambiato lavoro, abitudini, ritmi. Tutto questo inevitabilmente modifica anche il modo di vestire e di abitare il proprio corpo.

Quindi il corpo è un tema centrale?
Assolutamente sì.
Quando lavori su misura ti accorgi molto rapidamente che ogni corpo è diverso e che dietro ogni richiesta esiste una storia.
Ci sono esigenze legate al comfort, ai materiali, alla sensibilità della pelle. Persone che non tollerano certi tessuti, altre che cercano determinate sensazioni. Sono aspetti che spesso passano inosservati nella moda industriale ma che diventano fondamentali quando costruisci un rapporto diretto con chi indosserà un capo.

C'è l'impressione che IL abbia costruito negli anni una comunità molto riconoscibile.
Credo sia successo in modo naturale.
Non abbiamo mai pensato di costruire una comunità come obiettivo strategico. Piuttosto abbiamo cercato di creare un luogo accogliente, dove le persone potessero sentirsi a proprio agio e riconosciute.
Quando questo accade, inevitabilmente si crea una rete di relazioni.

Se dovessi scegliere tre momenti simbolici di questi dieci anni?
Sicuramente la pandemia.
Come per tutti è stata una sfida enorme, ma ci ha anche costretti a trovare nuovi modi per raccontare quello che facevamo. Instagram, ad esempio, è diventato uno strumento molto più importante di quanto fosse prima.
Il secondo momento è sicuramente questo anniversario. Arrivare a dieci anni di attività indipendente non è affatto scontato.
Il terzo riguarda le persone che hanno contribuito a costruire il progetto. A un certo punto capisci che non basta avere una buona idea: servono collaborazioni, competenze e relazioni che permettano a quell'idea di crescere nel tempo, quindi penso al momento in cui abbiamo esteso le collaborazioni.

Fare sartoria indipendente oggi significa anche confrontarsi con un mercato sempre più globale. È una sfida possibile?
È complicato.
Noi lavoriamo molto sul rapporto diretto e sul su misura, quindi la presenza fisica resta importante, resta un "lusso" poter venire a trovarci e farsi confezionare l'abito su misura. Però negli anni ci siamo accorti che molte persone continuano a rivolgersi a noi anche dopo essersi trasferite altrove.
Grazie agli strumenti digitali e a un sistema abbastanza rodato per la gestione delle misure a distanza, riusciamo a mantenere vive queste relazioni anche quando le persone vivono in altre città o in altri Paesi. È possibile quindi ordinare online, anche da Torino volendo!

Esiste ancora il cliente difficile?
Il cliente difficile esiste sempre.
Però credo che gran parte delle difficoltà si risolvano attraverso il dialogo. Quando c'è ascolto reciproco, normalmente si trova una soluzione.
Forse siamo stati fortunati, oppure semplicemente abbiamo imparato negli anni a costruire relazioni abbastanza sincere con le persone.

Questa sera festeggiate allo Spazio Pirotecnico. Perché proprio qui?
Perché è un luogo amico.
Ci lega una relazione con alcune delle persone che lo animano e ci sembrava uno spazio perfetto per celebrare questi dieci anni. È un luogo aperto, indipendente, attraversato da energie diverse e da progetti che dialogano tra loro.
In fondo, anche IL è nato così: dall'incontro tra persone.
Bio
Pietro Barbieri collabora con IL – Independent Label, realtà torinese di abbigliamento indipendente e sartoria su misura nata nel 2015. Attraverso una produzione artigianale e un rapporto diretto con la clientela, IL sviluppa capi che mettono al centro identità, comfort e personalizzazione, costruendo negli anni una comunità affezionata che cresce insieme al progetto.
Credits
IL – Independent Label
IL Independent Label
Evento ospitato presso Spazio Pirotecnico
In collaborazione con B[r]odo Culturale
Brodo Culturale
Intervista
Silvia Sardi per Lentiapois.it