“Nella Notte ci guidano le stelle”

“Nella notte ci guidano le stelle”: un racconto inedito della Resistenza

Intervista a Roberta Calia e Paola Bertello a cura di Silvia Sardi

Due donne. Da un lato la città, dall’altro la campagna.
La fame, la guerra, la Resistenza. Uno spettacolo sulle donne che hanno lottato. Corpi addestrati all’obbedienza che imparano a dire no.
Vite qualunque che diventano politiche.

Da questo spazio sospeso, tra smarrimento e ricerca, prende forma il nuovo spettacolo di Roberta Calia e Paola Bertello, un lavoro che attraversa il pubblico e lo chiama in causa in un processo creativo che abita il loro lavoro, tra parola, corpo e necessità di senso.

Quando nasce l’esigenza di raccontare la resistenza dal punto di vista delle donne?

È stata un’esigenza interiore: l’ho sentita nascere esattamente un anno fa, il 25 aprile 2025. A Torino la giornata della Liberazione si è sentita più del solito, sicuramente per la situazione nazionale e internazionale: c’è stata una grande partecipazione. Ho trascorso la giornata al Martinetto, ad ascoltare un concerto di amici e artisti, in un contesto estremamente emozionante e suggestivo, considerando che il Sacrario del Martinetto è uno dei luoghi in cui sono stati uccisi i partigiani.

In quel giardino pieno di persone, ho vissuto un’atmosfera molto intensa: c’era il desiderio condiviso di celebrare la libertà e il ricordo di quel momento della storia. È lì che ho sentito nascere il bisogno di raccontare una storia sulla Resistenza, ma da un punto di vista femminile. Era già da tempo che riflettevo sul femminile e sul ruolo della donna — un tema molto contemporaneo — e in quel momento le due cose si sono incontrate.

Sull’entusiasmo, ho subito scritto a Paola per proporle questa idea. Lei ha risposto con grande partecipazione: stava tornando da un pranzo partigiano, mentre io ero stata al Martinetto. Stavamo vivendo la stessa celebrazione, in luoghi diversi ma con lo stesso sentimento. “Ci sono, senza dubbio”, mi ha detto.

“Nella Notte ci guidano le stelle”

La storia di Torino al tempo della seconda guerra mondiale e l’atrocità della guerra: lo spettacolo porta temi attuali (ancora, di nuovo) ovvero lo scenario internazionale: quanto c’è di politico, quanto di artistico?

“Nella Notte ci guidano le stelle” è uno spettacolo fortemente politico. Non è un’operazione di recupero storico, ma un lavoro che parla al presente: raccontiamo persone comuni che si sono trovate a doversi armare contro una guerra di occupazione, una guerra dentro casa loro.

Oggi, nel 2026, siamo circondati da conflitti che richiamano in modo molto forte ciò che è accaduto ottant’anni fa, anche qui in Italia. In questo senso, il desiderio alla base dello spettacolo è profondamente politico.

“Nella Notte ci guidano le stelle”

Se l’arte è porre una domanda, qual è la vostra?

Più che porre una domanda, vogliamo mettere noi e il pubblico davanti a uno specchio. Le donne partigiane, nel primo dopoguerra, erano piene di speranza: la speranza di aver finalmente conquistato la libertà e che l’umanità avesse imparato da ciò che era accaduto.

La domanda che rivolgiamo oggi è: come siamo messi, dopo ottant’anni? A che punto siamo? Dove siamo arrivati? Quanti passi avanti abbiamo fatto e quanti, invece, dobbiamo ancora compiere?

“Nella Notte ci guidano le stelle”

Che tipo di ricerca c’è stata nella narrazione dei fatti che portate in scena? Come nascono i personaggi?

È stata la complessità delle storie che incontravamo a far nascere in noi il desiderio di raccontare le esperienze di donne e uomini e il modo in cui hanno aderito alla Resistenza. Da qui sono nati i personaggi di Teresa e Arianna: sono figure di fiction, ma profondamente radicate nell’attivismo, ciascuna a proprio modo.

Teresa ha una familiarità con certi temi, anche per il contesto familiare che la avvicina a questo mondo, e aderisce alla Resistenza in maniera più consapevole. Arianna, invece, è una ragazza di campagna che si ritrova dentro gli eventi quasi per caso.

Inoltre, a Torino e in Piemonte la Resistenza è stata vissuta in modo molto diverso tra città, campagna e montagna: anche questo per noi era importante raccontarlo, così come il legame con il territorio. Teresa e Arianna nascono proprio da queste motivazioni.

“Nella Notte ci guidano le stelle”

L’aspetto corale (musicale) caratterizza momenti cardine di questa storia e richiama una tradizione orale: ce lo racconti?

La produzione musicale legata alla Resistenza è vastissima: ci sono moltissimi canti, alcuni anche scritti da penne importanti, come Nuto Revelli. Si va dai canti di lotta a quelli goliardici, fino ai canti che piangono i caduti o servono per farsi coraggio.

Tutti i momenti di difficoltà dell’essere umano trovano un riflesso nella produzione musicale spontanea della tradizione popolare. Quando l’uomo soffre, canta per rimanere vivo — e anche questo è un atto di resistenza.

Per questo la componente musicale era imprescindibile nello spettacolo: non solo perché è sempre presente nelle nostre produzioni, ma perché qui assume un significato ancora più profondo.

“Nella Notte ci guidano le stelle”

Qual è il pubblico che auspicate?

Abbiamo pensato a questo spettacolo soprattutto per parlare alle nuove generazioni. Raccontiamo fatti di ottant’anni fa non per celebrare il passato, ma per creare un’occasione di confronto con il presente: per capire chi siamo diventati e cosa rischiamo di diventare.

È importante sapere da dove arriviamo, ma lo è altrettanto capire di cosa abbiamo bisogno oggi. Il nostro desiderio è portare questo spettacolo nelle scuole, incontrare gli adolescenti e aprire un dialogo con loro su ciò che sta accadendo, partendo proprio dalla nostra storia.

"Nella notte ci guidano le stelle”
produzione Casa Fools
di e con Paola Bertello e Roberta Calia
musiche Alberto Cipolla
movimenti scenici Claudia Tura
supporto tecnico Giordana Parisi


Quando e dove

Anteprima al Teatro Pinelli
Giovedì 23 alle 21
Biglietti qui 

Anteprima al Teatro Casa Fools
Venerdì 24 alle 19 e alle 21 (alle 21 è sold out, mentre per la replica delle 19 c’è ancora qualche posto)
A cappello
Ingresso con tessera ARCI (se non ce l’hai puoi farla la sera stessa) 
Prenotazioni all’indirizzo: prenotazioni@casafools.it

Debutto il 25 aprile alle 20:30
Auditorium del Polo del 900 in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile
Tutte le info qui 

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